TEATRONET - Gli Spettacoli
Le Rose di Jürgen
Spettacolo: Le Rose di Jürgen
con: Rafael Porras Montero e Lorella Serni
Regia: Con-Fusione
Compagnia: Con-Fusione [scheda]
Produzione: Centro Culturale Le Fornaci e Associazione Culturale Con-Fusione
anno: 2009
website
Nessuna programmazione in Calendario.
Scheda Spettacolo
Il primo studio de Le rose di Jürgen ha vinto il Festival YouTheater.org edizione 2009, organizzato da KanterStrasse Teatro e Diesis Teatrango in collaborazione con Istituzione Le Fornaci, Teatro di Bucine, Rete Teatrale Aretina e Regione Toscana.
"Testo toccante e ben congegnato, la proposta di Fanfani contribuisce ad una rilettura non banale della storia, puntando l'obiettivo sulla condizione degli omosessuali durante le persecuzioni nazifasciste, aspetto spesso trascurato e poco indagato dalla storiografia".
Le rose di Jürgen, come vincitore di Emergenze creative 2009, bando promosso dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Firenze, a settembre è stato presentato al Teatro di Rifredi.
I personaggi si muovono su due linee recitative diverse: Jürgen tiene un registro di assoluta verità e assoluta intimità. È un uomo che ha visto cosa accade nei campi, ha subito il proprio annientamento e più del dolore può solo provare immobilità. Gretel invece si affida ad una costante recitazione che la rende ancora più tragica nei momenti in cui mostra la sua umanità e ancor più spietata quando dimostra la propria crudeltà.
Dietro di loro un mucchio di abiti di ogni genere, a memoria dello spogliamento all'arrivo dei campi, domina lo spazio scenico come a significare il solo limite possibile per l'uomo ovvero la morte e come a ricordare allo spettatore che nelle carneficine è l'umanità stessa a scegliere di uccidere e morire.
Elemento cardine le rose, simbolo di diversità, protette e oltraggiate dai protagonisti in una costante giostra che indica gli infiniti confini dei campi di sterminio, reali e mentali, che appartengono, spesso senza preoccupazione, alla contemporaneità.
"Madre: «Salva la tua innocenza, Jürgen! Non costringermi a diventare complice del tuo dolore… Avrai un'altra possibilità se rinunci ad essere un amante... se rinunci ad amare... tu non puoi amare, Jürgen... perchè il tuo è un amore funesto/perverso/sanguinario... »".
Il linguaggio poetico e brutale del testo è l'elemento che porta il dramma ad essere musica e rumore: l'abbattimento delle frontiere, dei pregiudizi, dei moralismi viene offerto senza proporre soluzione ma suggerendo una urgente presa di coscienza.
"Testo toccante e ben congegnato, la proposta di Fanfani contribuisce ad una rilettura non banale della storia, puntando l'obiettivo sulla condizione degli omosessuali durante le persecuzioni nazifasciste, aspetto spesso trascurato e poco indagato dalla storiografia".
Le rose di Jürgen, come vincitore di Emergenze creative 2009, bando promosso dall'Assessorato alla Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili del Comune di Firenze, a settembre è stato presentato al Teatro di Rifredi.
I personaggi si muovono su due linee recitative diverse: Jürgen tiene un registro di assoluta verità e assoluta intimità. È un uomo che ha visto cosa accade nei campi, ha subito il proprio annientamento e più del dolore può solo provare immobilità. Gretel invece si affida ad una costante recitazione che la rende ancora più tragica nei momenti in cui mostra la sua umanità e ancor più spietata quando dimostra la propria crudeltà.
Dietro di loro un mucchio di abiti di ogni genere, a memoria dello spogliamento all'arrivo dei campi, domina lo spazio scenico come a significare il solo limite possibile per l'uomo ovvero la morte e come a ricordare allo spettatore che nelle carneficine è l'umanità stessa a scegliere di uccidere e morire.
Elemento cardine le rose, simbolo di diversità, protette e oltraggiate dai protagonisti in una costante giostra che indica gli infiniti confini dei campi di sterminio, reali e mentali, che appartengono, spesso senza preoccupazione, alla contemporaneità.
"Madre: «Salva la tua innocenza, Jürgen! Non costringermi a diventare complice del tuo dolore… Avrai un'altra possibilità se rinunci ad essere un amante... se rinunci ad amare... tu non puoi amare, Jürgen... perchè il tuo è un amore funesto/perverso/sanguinario... »".
Il linguaggio poetico e brutale del testo è l'elemento che porta il dramma ad essere musica e rumore: l'abbattimento delle frontiere, dei pregiudizi, dei moralismi viene offerto senza proporre soluzione ma suggerendo una urgente presa di coscienza.
[immagine] foto spettacolo
Documenti correlati
| file | peso | informazioni aggiuntive |
|---|---|---|
tecnica_le_rose_di_jurgen_confusione.doc |
20.5 kB | [Tuesday, December 22, 2009] nessuna informazione download |
![Immagine Spettacolo [Le Rose di Jürgen]](/public/show/Logo_spettacolo_Jurgen_2009.jpg)