TEATRONET - Gli Spettacoli
Perché tutti sono famosi e io no (l'importanza di chiamarsi Erostrato)
Spettacolo: Perché tutti sono famosi e io no (l'importanza di chiamarsi Erostrato)
con: Francesco Paolo Cosenza, Gian Marco Capraro
Regia: Alberto Oliva
Compagnia: ZERØTEATRO [scheda]
Produzione: ZERØTEATRO - LITTA_produzioni
anno: 2009
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Scheda Spettacolo
Chi è l'io narrante cui si fa riferimento nel titolo?...Un amante deluso un prete mancato un guerriero sconfitto un poeta incompreso un creativo frustrato…O forse tutte queste cose insieme. Dice di ispirarsi a Erostrato. Per chi non sapesse chi è: fate finta di niente, lui potrebbe arrabbiarsi! E ripetere il gesto che 2365 anni fa lo rese famoso: bruciare il tempio di Efeso, una delle sette meraviglie al mondo. Non perché fosse un piromane, no. Così, giusto per fare un po' di luce in una giornata grigia, farsi vedere un po'! Perché la visibilità è importante. E se con la creazione non la si ottiene, il nostro è pronto a creare la distruzione.
Tommaso Urselli
Il progetto nasce dal mio desiderio di giovane regista di confrontarmi con un attore di grande esperienza come Paolo Cosenza su un materiale mitico ma anche molto attuale: la frustrazione dell'anonimato e la ricerca disperata di affermazione di sé. Il confronto si è subito allargato al drammaturgo Tommaso Urselli. E successivamente all'artista visivo Gian Marco Capraro. Punti di vista diversi, quindi, ma aperti ad arricchirsi vicendevolmente: crediamo che sia questo il punto di forza del lavoro. Lo spettacolo è la sintesi di questi sguardi incrociati su Erostrato; non è la visione di uno di noi ma sta TRA di noi, in un equilibrio instabile, ambiguo e sfuggente.
Alberto Oliva
Oltre l'innegabile piacere di giocare sul tema della fama a tutti i costi, mi affascina l'idea di confrontarmi con il binomio creazione-distruzione e capire se, dal punto di vista del "pittore" in scena, esista la possibilità di una "distruzione" in arte, o se invece "nulla nasce, nulla muore, ma tutto si trasforma"…
Gian Marco Capraro
E perciò dico basta
smettiamola con questa fissazione
quest'idea antiquata che la fama se la devono godere solo i geni
che i nomi che restano devono essere solo di quelli che creano
che edificano.
Io distruggo che c'è di male?
di Tommaso Urselli
con Francesco Paolo Cosenza
Azione pittorica: Gian Marco Capraro
Regia di Alberto Oliva
[immagine] Immagine Spettacolo
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